PARANZA DEI BAMBINI, 20 ARRESTI A FORCELLA

by Redazione
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Duro colpo alla Paranza dei bambini e, più in generale, alla camorra e ai clan egemoni a Forcella: in queste ultime ore sono 20 gli arresti a carico di persone considerate appartenenti alle famiglie camorristiche dell’area Forcella-Duchesca-Maddalena. Lo riporta il Desk.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Direzione Centrale per i Sevizi Antidroga, collaborata dai Commissariati cittadini San Carlo Arena, Decumani e San Paolo ed eseguite dalla Squadra Mobile di Napoli: le famiglie coinvolte farebbero capo alle famiglie dei Sibillo, dei Brunetti, dei Giuliano, e degli Amirante.

Associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi da guerra, con l’aggravante del metodo mafioso: questi i reati di cui sono accusati i venti.

Nel corso delle indagini, è stato possibile per gli investigatori accertare il ruolo di primo piano delle donne dei clan.

PARANZA DEI BAMBINI, LE DONNE E I GIOVANI DEI CLAN

Forcella e l’area del centro storico partenopeo negli ultimi mesi sono state interessate da una sanguinosa faida per il controllo del territorio, soprattutto per quanto riguarda lo spaccio di droga. L’operazione di questa mattina, partita alle prime luci dell’alba, avrebbe permesso alle forze dell’ordine di “spezzare” la rete che collegava fornitori, pusher e piazze di spaccio del ventre di Napoli. Principalmente, marijuana e cocaina.

Non solo, al centro di questa rete ci sarebbero state anche le armi, tante, da guerra che avrebbero armato le mani – sempre più giovani e sempre più incontrollate – della paranza dei bambini.

La Paranza dei Bambini, in seno proprio a quelle famiglie che farebbero il bello e cattivo tempo nel cuore storico di Napoli, diventa fenomeno di conoscenza collettiva qualche mese fa. Hanno terrorizzato – e continuano a farlo – i quartieri con stese in sella a motorini, sparando all’impazzata colpi di kalashnikov e di altre armi. Durante una di queste, proprio a pochi passi dal Trianon, perse la vita un povero innocente, che viveva alla giornata vendendo calzini.

 

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