La Fiamma Olimpica alla Reggia di Caserta

quando lo sport incontra il cavallo, la storia e il cuore

by Valerio Granato
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La mattina del 26 dicembre 2025, Caserta ha vissuto un momento destinato a restare nella memoria collettiva. La Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 ha attraversato uno dei luoghi più iconici d’Italia, la Reggia di Caserta, trasformando un simbolo universale di sport e pace in un racconto fatto di emozione, eleganza e tradizione.

Tra i protagonisti di questa giornata storica, due figure hanno saputo unire in modo straordinario sport, cavallo e valori olimpici: i cavalieri Francesco Turturiello e Angelo Di Costanzo.

Due cavalieri, un’unica fiamma

In sella a Ellis, cavallo atleta del Circolo Ippico Old Ranch, Francesco Turturiello ha portato la Fiamma Olimpica con la fierezza e la disciplina che solo l’equitazione sa trasmettere. Non una semplice frazione di staffetta, ma un gesto carico di significato: il cavallo come compagno di viaggio, come simbolo di equilibrio, rispetto e forza silenziosa.

Accanto a lui, il tedoforo cavaliere Angelo Di Costanzo, che ha condiviso questo momento irripetibile, rendendo la staffetta non solo un evento sportivo, ma una vera e propria coreografia di valori: collaborazione, fiducia, tradizione e passione.

Un momento preparato con rigore e dedizione

La convocazione ufficiale ricevuta da Francesco Turturiello racconta anche il lato meno visibile, ma fondamentale, di questo evento: la sveglia all’alba, il ritrovo alle 07:00 allo Stadio Alberto Pinto, le formalità, l’attesa, la concentrazione. Poi, alle 09:03, l’ingresso nella storia.

Ogni dettaglio è stato curato con precisione olimpica, perché portare la Fiamma non è solo un onore, ma una responsabilità. E farlo a cavallo, in un contesto monumentale come la Reggia di Caserta, amplifica il valore del gesto, rendendolo unico nel panorama della staffetta nazionale.

 

Caserta, l’equitazione e i valori olimpici

Il passaggio della Fiamma alla Reggia di Caserta non è stato soltanto una tappa geografica, ma un incontro tra patrimoni:

  • il patrimonio storico-artistico della Reggia
  • il patrimonio sportivo e umano dei Giochi Olimpici
  • il patrimonio culturale dell’equitazione, disciplina che insegna rispetto, sacrificio e armonia.

In questo scenario, Francesco Turturiello e Angelo Di Costanzo hanno rappresentato non solo sé stessi, ma tutti i cavalieri, le scuole di equitazione, i circoli ippici e chi vive il cavallo come compagno di vita e non come semplice mezzo.

Quando la Fiamma ha lasciato Caserta, qualcosa è rimasto: nelle immagini, negli applausi, negli occhi di chi c’era.
Ma soprattutto nel significato profondo di quel passaggio: due cavalieri, un cavallo, una fiamma. E un messaggio chiaro: lo sport è un linguaggio universale, capace di unire tradizione e futuro.

Dopo aver passato la fiamma per consentirle di proseguire il suo viaggio, Francesco e Angelo sono rientrati ai rispettivi circoli (Utopia di Milano e Tenuta Piccolo di Marcianise) carichi di emozioni e pieni di energia da trasmettere ai loro allievi, pronti a formarli per le emozionanti competizioni che li aspettano nell’anno venturo.

 

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