Elezioni regionali, Gennaro Coppola inaugura la campagna elettorale con Fico

by Rosanna Astengo
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La corsa alle regionali entra nel vivo e si susseguono gli incontri tra i candidati e gli elettori per confrontarsi sui temi caldi della politica, presentare proposte, ascoltare le istanze dei cittadini.

E’ quanto accaduto nella serata di ieri al Gold Tower Hotel di Napoli, in occasione dell’inaugurazione della campagna elettorale del candidato Gennaro Coppola, con l’endorsement di Roberto Fico che ha partecipato all’evento manifestando il suo pieno supporto.

Livenet News ha incontrato Gennaro Coppola a margine dell’evento per un’intervista riguardante in particolare i temi culturali, settore in cui il candidato ha maturato risultati significativi con proposte di qualità e programmi televisivi di grande successo come Vista Mare su Rai 1 e Mattina Live, il morning show di Canale 8 diventato nel giro di pochissimo tempo il più seguito della Campania.

D: La Campania ha, come noto, un grande patrimonio culturale ma sembra mancare una politica volta alla piena valorizzazione di questo immenso tesoro, quali sono secondo lei le ragioni e quali strumenti dovrebbero essere adottati a livello istituzionale per ovviare a questa assenza?

R: La nostra regione è un unicum al mondo dal punto di vista culturale, ma spesso manca una visione sistemica. Servono politiche che non si limitino all’evento spot, ma che investano sulla formazione, sulla rete dei luoghi della cultura e sulle professionalità del settore. La cultura deve diventare un pilastro stabile dell’economia regionale.

D:Quali sono secondo lei i punti di forza culturali del nostro territorio che meriterebbero maggiore valorizzazione?

R: Dalla tradizione teatrale partenopea ai siti archeologici, dai borghi storici ai percorsi enogastronomici, la Campania è una miniera di identità. Ma il vero punto di forza sono le persone: gli artisti, i giovani, i professionisti che tengono vivo il tessuto culturale con passione e sacrificio. Vanno messi al centro, sostenuti e messi in rete.

D: Parliamo di indotto e di lavoratori del settore culturale: in che modo le istituzioni a possono sostenere concretamente il lavoro di artisti, musicisti, attori e operatori culturali che spesso, pur formandosi in Campania sono poi costretti a migrare altrove?

R: Bisogna creare una “filiera della cultura”, che metta in comunicazione formazione, produzione e promozione. Come giornalista e produttore televisivo, ho visto tanti talenti costretti ad andare via. Serve un piano regionale per la cultura che preveda fondi stabili, bandi semplificati e incentivi alle produzioni nate in Campania.

D:Che ruolo ha la cultura nella rigenerazione urbana e nel contrasto al disagio sociale, soprattutto nelle periferie?

R: Un ruolo fondamentale perché la cultura può cambiare i destini di un quartiere. Dove arriva il teatro, la musica, l’arte, arrivano anche educazione, legalità e nuove opportunità. È necessario investire in spazi culturali nelle periferie, coinvolgere i giovani e le scuole.

D: La scuola è la principale agenzia educativa e in Cam eppure sembra essere esclusa dalle politiche culturali che sembrano preferire i flussi turistici di massa ad una didattica che includa la conoscenza del territorio, delle tradizioni ma anche del patrimonio storico-artistico che promuova il legame tra giovani e territorio. Come si può creare una rete, un circolo virtuoso che unisca due ambiti complementari e così importanti per la formazione delle giovani generazioni?

R: Serve un patto educativo regionale tra scuole, musei, teatri e istituzioni culturali. La conoscenza del territorio deve entrare nei programmi scolastici, perché chi non conosce la propria storia non può costruire il proprio futuro.

D: La Campania ha un immenso patrimonio archeologico e storico: crede che sia valorizzato a sufficienza?

R: Abbiamo un patrimonio straordinario, ma non ancora pienamente valorizzato. Dobbiamo investire su digitalizzazione, percorsi integrati e nuove tecnologie per rendere il patrimonio accessibile a tutti e tutto l’anno.

D: La risorsa mare, la tradizione della marineria e la blue economy: in che modo possono essere valorizzati e rientrare a pieno titolo nelle politica culturale della Campania?

R: Il mare non è solo turismo, è cultura, identità e sviluppo sostenibile. Bisogna valorizzare la tradizione della marineria, la ricerca scientifica, le arti legate al mare, insomma tutto ciò che può diventare un nuovo segmento di turismo culturale.

D: Eventi, festival e rassegne locali: come garantire continuità e sostenibilità nel tempo, ma soprattutto come valorizzare gli eventi che hanno una reale rilevanza culturale, spesso sacrificata a discapito di realtà più “social” ma decisamente meno legate alla storia e alla cultura?

R: Serve una programmazione triennale che premi i progetti con impatto territoriale e non solo mediatico. Le rassegne che raccontano davvero la nostra storia e la nostra identità devono avere sostegno stabile. Bisogna uscire dalla logica del “mordi e fuggi” e costruire un calendario culturale regionale che duri nel tempo.

D: Qual è la sua visione per il futuro culturale della Campania nei prossimi cinque anni?

R: Vedo una Campania che torna a essere laboratorio di idee e innovazione, dove la cultura diventa motore di economia, inclusione e riscatto sociale. Una regione che investe sui giovani, sulla creatività e sul proprio patrimonio. In poche parole: una Campania che crede in se stessa.

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