FURTO DI REPERTI ARCHEOLOGICI, 4 ARRESTI NEL CASERTANO

by Redazione
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Topi d’appartamento che svuotavano case o esercizi commerciali, ma la loro specialità erano i reperti archeologici – non ultimi quelli del Museo di Teano. La presunta cricca, poi, vendeva il maltolto tramite suoi canali, soprattutto a professionisti residenti in zona. Con queste accuse 4 persone sono state raggiunte nella mattinata da un’ordinanza cautelare. Due membri della presunta banda sono stati posti agli arresti domiciliari, per gli altri due sono scattati rispettivamente un’ordinanza di obbligo di dimora e una di presentazione all’autorità giudiziaria. Le operazioni sono state condotte dai Carabinieri della stazione di Teano (Caserta).

LE INDAGINI PARTITE DA UN FURTO AL MUSEO DI TEANO

Tutto è iniziato a gennaio fa con la denuncia di un furto perpetrato al Museo di Teano. Sono seguiti mesi di pedinamenti, intercettazioni telefoniche e visione delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza. Indagini a 360 gradi che hanno permesso di raccogliere una serie di indizi che farebbero emergere l’esistenza di un vero e proprio gruppo criminale. Secondo quanto scrive la Procura di Santa Maria Capua Vetere in una nota stampa, la presunta banda criminale avrebbe potuto contare sul supporto di una serie di intermediari.

A CHI ERANO DESTINATI I REPERTI ARCHEOLOGICI?

Questi “intermediari” erano in grado di “piazzare” reperti archeologici di grandissimo valore. Clienti preferiti dei ricettatori infatti sarebbero alcuni stimabili professionisti del circondario. Coppe biansate, olpe in terracotta grezza o varie sculture in terracotta e avorio, lucerne in ceramica nera, anfore e piatti in terracotta grezza a vernice nera e tanti altri oggetti (la lista è lunghissima) destinate non più all’esposizione o allo studio ma all’abbellimento di saloni e case d’epoca.

I SEQUESTRI

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 200 reperti archeologici. Gli oggetti rinvenuti risalgono al I-II secolo d.C. (e quindi a contesti monumentali) e al IX – VIII secolo a.C. (e quindi a necropoli). Tutti i reperti rinvenuti sono stati affidati alla Soprintendenza per i beni culturali. Si stima un valore complessivo di circa 500mila euro.

A questi vanno aggiunti i reperti ritrovati durante le perquisizioni private a casa dei presunti coinvolti. Altri 33 reperti, risalenti all’epoca romana.

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