Fake news, Facebook: “Alle pagine di bufale toglieremo le promozioni”

by Redazione
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Una punizione per i figlioletti discoli, quelli che minano la fiducia con il lettore proponendo fake-news e inquinando la Rete. L‘ultimo annuncio Facebook recita più o meno così: “Sulla tua pagina proponi bufale in continuazione? E io non ti faccio più fare promozioni di nessun tipo”.

L’ennesimo atto messo in campo da Menlo Park nella crociata digitale contro le notizie false, tendenziose, al sapore di bufala (hoax).

Un modo per ridurre ulteriormente (ma non per debellare totalmente, almeno non ancora) la diffusione di notizie bufala, spiegano i vertici Facebook in una nota: “Le notizie false sono dannose per la nostra comunità, rendono il mondo meno informato e pesano sulla fiducia degli utenti”.

E pubblico per gli inserzionisti, aggiungiamo noi.

Cosa accadrà alla pagina che diffonde fake news?

Prima della diffusione virale delle notizie false e tendenziose, in parecchi casi per dare maggior peso alla pagina Facebook da cui partono vengono effettuate campagne sponsorizzate, del tipo page like soprattutto. Ebbene, se la valutazione esterna sentenzierà che la pagina non è attendibile perché ripetutamente e sistematicamente ospita questa tipologia di contenuti non sarà possibile acquistare servizi di promozione e diffusione dei contenuti a pagamento.

Chi decide se una pagina è bufalara?

Questo punto è – probabilmente – il più spinoso. Facebook affiderebbe il fact-checking (la verifica che una notizia sia reale o meno) a esterni, si legga (come riporta l’Ansa) realtà come l’AP (che è un’agenzia di stampa, ricordiamo) o Snopes (il più grande portale dedicato al fact-checking su Internet). Un punto su cui non tutti gli esperti di settore si trovano d’accordo. Al momento, però, un organo internazionale di indubbia autorevolezza oltre ogni ragionevole dubbio non esiste, quindi…

Ok, ho fatto il cattivo, prometto che non lo faccio più. Cosa succede?

Bisogna pur sempre ricordare che gli inserzionisti portano soldi – vivi – a Facebook. Spiccioli, eh, ma che Facebook di contro investe (si, investe) su una diffusione delle notizie più pulita e – nella logica di un’esperienza utente migliore – più redditizia.

In ogni caso, la punizione non è definitiva. Ci saranno metodi per cui – chi dimostra di essere tornato sulla retta via e non veicolare più questi contenuti brutti e cattivi – avrà nuovamente accesso alle sponsorizzate. Anche in questo caso, a decidere dovrebbero essere sempre i terzi di cui prima.

 

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