Di “africani scrocconi”, immigrazione, treni e condivisioni Facebook

by Nico Falco
0 comment
trenitalia nigeriano biglietto

Qualche mese fa sono stato a Budapest.

Io mò non parlo ungherese. Il controllore non parlava inglese e figuriamoci italiano. Ho cercato di farmi capire in qualche modo per sapere se i biglietti che avevo preso per l’autobus erano buoni anche per la metropolitana.

Si, erano buoni. Ma se non lo fossero stati, e se io avessi dato per scontato il contrario, sarei salito sul treno convinto di essere nel giusto. Se un controllore mi avesse beccato, che sarebbe successo?

Eccolo qua, il solito napoletano che viaggia a scrocco e ci fa fare le figure di merda all’estero.

Che è un po’ quello che è successo al ragazzo immortalato (legge sulla privacy? Ma figurati se ‘o ciucculatino ti denuncia, scatta, scatta!) su un treno di Trenitalia da un viaggiatore, che poi ci ha fatto anche un post su Facebook.

In sostanza, questo tizio (100mila condivisioni) ha visto che il ragazzo ha seguito il controllore perché non aveva il titolo di viaggio né i documenti.

Però c’è dell’altro, e lo spiega direttamente Trenitalia: il tipo, che davvero non parlava italiano, il biglietto ce l’aveva.

Era senza documenti, ok. Ma si era seduto al posto sbagliato. E quindi è stato accompagnato a quello che gli era stato assegnato.

Tutte queste cose Mr 100mila non le sapeva né si preoccupato di informarsi. Ha fatto il suo bel post razzista (e io non sono per niente a favore dell’accoglienza indiscriminata – per dire), lo ha infarcito di frasi razziste e, tanto non guasta mai, ci ha messo pure i fatti di Macerata.

Perché uno senza biglietto è facile che poi squarta una ragazza, eh.

So’ come le canne: cominci con lo spinello e poi ti fai la bottigliella di crack. Uguale, proprio.

Comunque, questo post è rimbalzato ovunque dando la stura ai commenti più beceri. Perché, dietro un monitor, la gente dà sempre il peggio di sé. Anzi, la gggente.

Ma leggiamolo, questo signore:

“Pamela è stata brutalizzata e vilipesa da gente che senza diritto e motivo ha varcato l’uscio di casa nostra, perché la porta era ed è spalancata. Senza regole. Senza alcuna sicurezza. Questo sta andando a Milano senza alcun bagaglio. Non ha pagato un biglietto e dice di non avere soldi. Non parla la nostra lingua. Parlano di integrazione. Di comprensione. Di Accoglienza. Ci prendono per il culo e noi li tolleriamo. E ora mi raccomando: scannatevi tra “razzista” e “buonista” eh….”

Ecco. Mò che c’entra Pamela? Niente. Sugli scarsi controlli all’immigrazione ha ragione, ed è vero che devono esserci delle norme, ma diciamoci la verità: tenevi questa cosa, la volevi dire e hai trovato il pretesto. Vero è anche che tra tanti migranti arrivano pure i criminali, compresi appartenenti alla mafia nigeriana, non è una cosa che possiamo né dobbiamo negare, ma nemmeno possiamo dire che so’ tutti criminali.

Oh, io so’ napoletano, ma non sono mica camorrista.

Che il ragazzo non parli la lingua mi pare anche normale, o credete che un giovane che vada in Inghilterra o Spagna a lavorare (parlando di lavori umili) sia già bello formato?

E dai.

Il post di mr 100mila si conclude con un “taccio”.

E infatti ha taciuto, visto che ha rimosso il post.

Il problema è che ha taciuto dopo.

Prima avrebbe dovuto informarsi. E, onestamente? Se il ragazzo della foto, che viene descritto come uno scroccone strafottente (senza biglietto ma con un Samsung S8 nuovo di pacca), se il ragazzo, dicevo, piglia e ti denuncia, fa pure bene.

In conclusione, il problema non è il post. Il problema sono le condivisioni. Perché per uno che l’ha scritto, 100mila l’hanno condiviso. Lo hanno fatto perché di fondo quel post rispecchia il loro modo di vedere e perché nemmeno loro sono capaci di fare un controllo e si bevono acriticamente quello che vedono su internet. Ed è questo che non va bene.

Potrebbe interessarti

Leave a Comment

strategie di vendita, vendita, consulente per imprentori News Italia Festival della Musica e della Cultura a Napoli