Da Rita Pavone a Salvo Mandarà: il peggio del peggio del post-attentato di Barcellona

by Nico Falco
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A Barcellona e in Spagna non è successo niente.

Solito copione da false flag: finti morti, finti terroristi, la Cia (o il Mossad, o l’Fbi, o la Massoneria, o Gli Illuminati) a manovrare.

Ce lo spiegano, con dovizia di particolari, i ricercatori indipendenti del Web, che già poche ore dopo l’attentato sapevano tutto.

O, meglio, erano riusciti a smascherare con pochi click e guardando qualche video su Internet una messinscena che, nella migliore delle ipotesi, è stata preparata per settimane e coinvolge qualche centinaio di persone.

I manichini sulla Rambla di Mandarà

Partiamo da Salvo Mandarà. Brillante conoscitore delle dinamiche della Rete ed ex videomaker ufficiale del Movimento 5 Stelle, dal quale si è poi allontanato, è tornato alla ribalta nel giugno 2016 quando è pateticamente caduto nella truffa informatica in cui una finta ragazza straniera contatta proprio te, ti propone di spostarvi su Skype, ti induce a spogliarti, ti registra e poi ti ricatta.

L’eroico Mandarà, pistolero più veloce del west, si accorge subito che qualcosa non va: in una inquadratura si vede una delle vittime con la gamba in posizione innaturale.

Ed è impossibile che sia una frattura derivante dal fatto che sia stata travolta da un furgone: è sicuramente la gamba finta di un manichino, che si è sfortunatamente sgonfiata durante la messinscena. E stanno (non si capisce chi) portando avanti la tecnica della “dissonanza cognitiva”, che si attua facendo parlare testimoni (ovviamente finti) che mentre raccontano la tragedia ridono. Il motivo non è chiaro, ma, del resto, lui cerca risposte, mica le deve fornire.

Le cinture esplosive di Maurizio Blondet

Poi c’è Maurizio Blondet, scrittore famoso più per le accuse di razzismo, antisemitismo e omofobia che per i numerosi libri che ha pubblicato. E che se chiedete agli amici di BUTAC Bufale Un Tanto Al Chilo, possono aprire una letteratura in merito. Blondet, ovviamente, è un grande sostenitore dei false flag.

Il 18 agosto pubblica un articolo in cui parla delle finte cinture esplosive dei terroristi uccisi a Cambrils. E ci butta dentro di tutto: Cia, Al Qaeda, persino Giulio Regeni. E ci infila anche una bella foto, in cui si vede la prova delle “fruttuose ed amichevoli relazioni” tra la Cia e l’Isis: il senatore McCain e, dietro, il califfo Al Baghdadi. Che in realtà è una foto del 2013 che alle spalle del senatore ritrae, e questo si sa almeno dal 2015, Ahmed Ayyad, ufficiale dell’ Esercito Libero Siriano.

Rita Pavone e i vu cumprà della Rambla

Rita Pavone, teorica della Pappa al Pomodoro, dall’alto della sua non più giovanissima età cinguetta e posta con la frequenza di un’adolescente. E affida il suo pensiero a Twitter: “Com’è che i venditori ambulanti africani, che affollano sempre le Ramblas, proprio allora non c’erano? Erano in sciopero – si chiede – o sapevano?””.

La piccola Gianburrasca pubblica anche una foto, che arriva da “Espana libre informacion”, profilo Facebook che ci ricorda che i ricercatori di verità, per fortuna, sono dappertutto e non solo prerogativa italiana.

(il post è stato rimosso dalla pagina, oltretutto)

La stessa foto che pubblica anche Blondet oggi. Qualcuno le fa notare che sulle Ramblas i venditori ambulanti non ci sono da un po’ di mesi. Evidentemente l’avevano saputo con molto anticipo. La stessa, identica storia si registrò con gli ebrei nelle Torri Gemelle: perché non ce n’è morto nessuno?

Evidentemente erano stati avvisati.

(In realtà l’11 settembre sono morti almeno 130 ebrei. Forse avevano il telefono spento)

Barnard e i 68mila italiani uccisi dall’Austerity europea

Paolo Barnard, anche lui saggista e molto attivo sul versante dei complotti (li scopre tutti, è un fenomeno), è noto per la sua avversione verso “slavi, pakistani, zingari, islamici”, un poco anche le donne, e per aver pubblicato a schiovere la foto del suo cazzo sul blog. Anche lui ha fatto un articolo, che possiamo considerare jolly. E che fa tipo così: “vi preoccupate per 13 morti, ma non per i 68mila italiani uccisi dalle Austerità imposte all’Italia dall’Unione Europea”. Il resto ve lo andate a leggere voi, tanto dove vuole andare a parare si è capito.

Rosario Marcianò e la censura preventiva

Non ha potuto dire nulla l’altro genio nostrano, Rosario Marcianò, che è stato bloccato su Facebook proprio il giorno prima del falso attentato. Una mossa per impedirgli di parlare, sicuramente.

Del resto, quando per anni pubblichi scomode verità sulle scie chimiche (e fai raccolte fondi per comprare aggeggi per misurare l’altezza degli aerei), è normale che diventi un soggetto pericoloso per il Nuovo Ordine Mondiale. Che lo pedina, eh: una volta Marcianò notò un uomo con un borsello che lo fissava in strada. Però Marcianò, che ha mille risorse, le sue verità le ha scritte su Google Plus. Scopriamo così che Bruno Gulotta, responsabile marketing del sito Tom’s Hardware, non è morto realmente. Si tratterebbe di un crisis actor, come Valeria Solesin, altra finta vittima e finta morta nell’attentato al Bataclan. Vera è, invece, la denuncia che i genitori della Solesin hanno fatto a Marcianò per queste insinuazioni. Tutte “vittime, si fa per dire”.

La grande raccolta di Rischio Calcolato

Su “Rischio calcolato”, che si definisce “il blog di economia, politica e finanza più letto in Italia”, ci finiscono tutti: da Blondet agli articoli di tal Bottarelli Mauro (il cui nome mi ricorda tanto Bertarelli Franco, detto Venticello, che c’ha la pelle corta), che critica aspramente le notizie trapelate nelle prime ore del post attentato. Un articolo molto condiviso su certi circuiti de sinistra de controinformazione de curtura che veramente, se non le sai ‘ste cose, ao’.

Il Giappone che vieta l’Islam (a cadenza di attentato e sui social)

Sapete perché in Giappone non ci sono attentati? Perché lì l’Islam è vietatissimo.

Ce lo spiegano una serie di post copia-incolla pure questi molto condivisi in questi giorni dalle solite pagine di ricercatori indipendenti della verità. Post che accrocchia una serie di cazzate che sarebbe veramente troppo lungo spiegare una per una.

Basti questo: Wikipedia elenca 14 moschee in Giappone. Tantine, per uno Stato che ha messo al bando la religione islamica.

“Perché non attaccano mai er Parlamento Italiano?!”

Piccola parentesi: gira anche un articolo (vecchiotto) del Fatto Quotidiano, a firma del grande pensatore Diego Fusaro, anche quello illuminante. Uno stralcio:

“Mai una volta – avete notato? – che l’ira delirante dei terroristi si abbatta nei luoghi del potere e della finanza. Mai”.

Non azzardatevi a rispondere che il terrorismo funziona proprio così, e che se facesse come dice Fusaro non sarebbe terrorismo. L’ha detto Fusaro, stacce.

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2 comments

falco de stafava 25 Agosto 2017 - 16:17

Idiota, allora i brigatisti rossi non erano terroristi.
Idiozie da saccentone da 4 soldi dalla prima all’ultima parola.
Pidioti si nasce….

Reply
Enrico Parolisi 25 Agosto 2017 - 18:02

Tra tutte le cose assurde che abbiamo sentito, dire di Nico Falco che è del PD è una delle più assurde. Comunque, nonostante Lei abbia lasciato una mail fittizia con dominio idiota.it, avremmo piacere argomentasse le sue rimostranze, altrimenti sono parole al vento. A partire dal parallelo col terrorismo rosso che ci sfugge.
Aspettiamo una replica e continui a leggerci!

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