DONALD TRUMP, IL PROFILO DEL NUOVO PRESIDENTE USA

by Federica Colucci
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Donald Trump è ufficialmente il 45simo presidente degli Stati Uniti d’America. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha sbugiardato i sondaggisti che lo davano in un testa a testa con Hillary Clinton, quando in realtà il risultato era già abbastanza evidente dai primi spogli. Trump ha in pratica incassato il risultato in ogni Stato la cui intenzione di voto era ancora incerta, al grido di “Rifacciamo grande l’America”.

“Per repubblicani e democratici è arrivato il tempo dell’unione. Dobbiamo collaborare, lavorare insieme e riunire la nostra grande nazione. Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei. La nostra non è stata una campagna elettorale, ma un grande movimento”

sono state le prime parole del neo eletto Trump.

Le prime reazioni per ora arrivano dai mercati che vanno a picco. Secondo l’analisi de La Stampa, il tycoon rappresenta “un’incognita” a causa del suo programma economico “vago” e per le esternazioni sul futuro della NATO e dell’Unione Europea.

Donald Trump, il tycoon che ha conquistato gli Americani

Il candidato più votato della storia alle primarie repubblicane è probabilmente anche il candidato più discusso della storia alla Casa Bianca. Nato nel 1946, laureato in Economia in Pennsylvania, Trump si è imposto nelle costruzioni e nell’edilizia. Partito dall’azienda di famiglia, che fittava case nel cuore di New York, ha fondato un impero e alcuni degli edifici più significativi della Grande Mela sono sua opera. Sfarzi, fallimenti, crac e riprese, esternazioni discutibili, una vita intera sopra le righe. A partire da quella familiare: ha collezionato tre matrimoni, da cui ha avuto cinque figli e sette nipoti.

Un personaggio, appunto. Tanto da attirare l’attenzione televisiva e cinematografica più volte. Ha collezionato camei che vanno dai Simpson a Woody Allen, è stato il protagonista di The Apprentice, il reality show sul mondo del lavoro che ha avuto anche una versione italiana con protagonista Flavio Briatore, ed è conosciuto anche dai più giovani per il suo interesse per il wrestling.

trump_circleDonald Trump ha fatto parlare – molto – di sé. La sua persona e le sue esternazioni – che lo hanno reso il personaggio che oggi si è imposto alla guida degli USA – erano ben note agli americani ben prima che i due anni di campagna elettorale sdoganassero queste peculiarità oltre il nuovo Continente.

Si va dalla polemica sul certificato di nascita di Barack Obama (è stato tra i più noti birthers che sostenevano che l’ormai ex presidente americano sia in realtà nato in Kenya) al ventilato muro per dividere gli Stati Uniti dal Messico (“Il Messico ci manda il peggio del peggio, farò in modo che paghino quel muro”).

Celebri le sue esternazioni sessiste, più volte ha risposto a critiche commentando l’attrattività delle donne o lasciandosi andare a commenti di discutibile gusto. Ne ha fatto le spese anche la sua rivale Hillary Clinton, con un celebre tweet riferito al sexgate che ha visto protagonista suo marito Bill e Monica Lewinsky: “Se Hillary non riesce a soddisfare suo marito, come può soddisfare l’America?”.

Suonano come populiste alcune esternazioni che sembrano parlare alla pancia degli americani dopo gli attentati di matrice islamica come quello di Parigi, con un documento – soluzione per chiudere completamente le frontiere agli stranieri di fede musulmana.

Si tratta di una minima selezione di una serie di autogol clamorosi – si poteva pensare. Invece, Donald Trump da questa mattina è il nuovo presidente – eletto – degli Stati Uniti.

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