MORALIZZATORI ALLA PD: SOLIDARIETÀ ALLA BINDI E A BERSANI… #CIAONE

by Diletta Beatrix
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vincenzo de luca sceriffo

Possano ammazzarla“. Questa la frase incriminata, pronunciata dal governatore campano Vincenzo De Luca (detto ‘o Sceriffo) nei confronti della presidente della commissione Anticamorra Rosy Bindi, che da più di un giorno offre un diversivo rispetto alla solfa del si o no al referendum costituzionale. Che De Luca non si distingua per i suoi modi fini e per il ‘savoir faire’ è noto da tempo, ma che l’intero Partito Democratico tenti di crocifiggerlo per una frase, sicuramente infelice, sembra un paradosso.

È noto, anche grazie all’articolo uscito su ‘Il fatto quotidiano’ di ieri, che lo scivolone di De Luca sulla Bindi è solo l’ultimo di una lunga serie di espressioni, poco felici, che il presidente usa per arringare la gente. Dal ‘possano ammazzarla’ alla Rosy nazionale, che in queste ore ha ricevuto la solidarietà di tutti i moralizzatori del Pd (e non solo), si è passati al ‘vaffa’ a Bersani reo di non aver saputo vendere promesse durante la campagna elettorale del 2012.

Un ‘vaffa‘, poiché sdoganato da Grillo, è politicamente più accettabile di un ‘possano ammazzarla’? E perché? Chi lo stabilisce? La morale comune o il moralismo in salsa piddina?

È evidente che se il fuori onda sulla Bindi non fosse stato sdoganato i dem avrebbero continuato a ridere delle battute lontane dal politicamente corretto di De Luca. Non è un caso che anche la registrazione dell’arringa folcloristica tenuta al Ramada sia magicamente emersa dopo le prime pagine sulla Bindi.

Intanto, De Luca non indietreggia, anzi, passa al contrattacco.

Diceva Wilde che al mondo la cosa peggiore che può capitare è non essere oggetto di nessuna chiacchiera ci consoliamo così – ha esordito De Luca durante l’intervista settimanale a Lira Tv – È evidente che non possiamo amplificare le polemiche perché l’obiettivo della delinquenza pseudo giornalistica è creare caos. Noi queste cose le rimandiamo al 5 dicembre e da quella data non mancherò di dire parole caritatevoli a tutti quelli che hanno espresso pensieri profondi, come qualche carica istituzionale che ci ha illuminati di immenso”.

In attesa del 5 dicembre, quando sicuramente De Luca si toglierà non uno, ma tanti sassolini dalla scarpa resta l’unico dato certo che fa sorridere (per qualcuno si tratta di un sorriso amaro): anche stavolta il Pd ha fatto distinzione tra ‘figli e figliastri’. Alla Bindi piena solidarietà, mentre a Bersani neanche un #ciaone.

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