IL TRIANON, LA VITTORIA MUTILATA E I CONCERTI DI NINO D’ANGELO

by Diletta Beatrix
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Condividere l’entusiasmo per la riapertura del Teatro Trianon a Forcella è un dovere di chi ha a cuore le sorti del quartiere napoletano, ma pensare che si possa compiere un miracolo rialzandone il sipario è esagerato.

Forse troppo ottimistici i toni del governatore campano Vincenzo De Luca che, ovviamente, non poteva evitare l’elogio di sé. “Il primo miracolo è che un esponente istituzionale mantenga la parola data“, ha detto, ricordando a tutti noi che politica e istituzioni sono troppo fedeli alla linea della chiacchiera ‘a vacante’ e pensando che fare il suo dovere debba fargli piovere addosso un grazie.

E no, caro presidente.

Smettiamola di far passare per eccezionale quello che culturalmente dovrebbe essere normale. “Questa iniziativa è la più importante che possiamo fare a Forcella, più dell’esercito nei vicoli perché ci consente di creare un’occasione di socializzazione. Ci sarà una bella ricaduta per tutte le attività del quartiere – spiega il governatore – Certo, dovremo risolvere il problema dei debiti. Nella prossima legge di stabilità, dovremo approvare qualcosa perché se dobbiamo far partire il teatro, dovremo fare un altro sacrificio e risolvere il problema”.

Ecco la prima nota dolente, i debiti: l’impegno assunto dalla Regione, ribadito oggi dal governatore, è quello di risanare un debito pari a 1 milione 400 mila euro, considerato che altri 3 milioni erano stati già sanati dalla precedente Giunta Caldoro.

Altra nota, se non dolente quantomeno stonata, è nel ‘cartellone’. Da Lina Sastri a Biagio Izzo, passando per Peppe Barra. Tutto perfetto per un teatro popolare, poi l’annuncio che lascia perplessi da parte del direttore artistico del teatro, Nino D’Angelo: “Il Trianon rinasce stamattina e il primo spettacolo sarà il mio: ‘Io, senza giacca e cravatta’ in scena il prossimo 2 dicembre”.

Allora, anche qui diciamo: Caro Nino, noi ti vogliamo bene, ma tu sei il direttore artistico del Trianon, ti sembra una scelta azzeccata unire ‘l’utile al dilettevole’ così? Contento tu…

(che poi, a Nino D’Angelo l’ho sentito non più tardi di questa estate. In piazza. GRATIS).

L’ultima nota dolente è quella relativa al costo dei biglietti e degli abbonamenti (più di 200 alla data del 12 ottobre). Giustissimo rendere accessibile a tutte le tasche la nobile arte del teatro, ma se questo rischia di penalizzare altri piccoli teatri napoletani (per esempio il Teatro Totò), allora forse qualcosa non sta funzionando. Così facendo non rischiamo che dopo il Trianon si debba correre a salvare gli altri ‘palchi’?

Nun ce pensamm’, e per ora godiamoci lo spettacolo.

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