LA GOMORRA DI VIGEVANO E IL DRAMMA DELLA FIGLIA DI EMANUELA PRECERUTI

by Redazione
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Gomorra di Vigevano

L’hanno ribattezzata la Gomorra di Vigevano. Ma di Napoli c’è ben poco in tutta questa storia, se non un’intercettazione ambientale diffusa dai carabinieri della città in provincia di Pavia in cui risuona “Made in Napoli” di Nico Desideri, i suoi figli e la partecipazione straordinaria di Clementino.

Gomorra di VigevanoGli investigatori parlano apertamente di “ispirazione ai personaggi” della fiction campione d’incassi negli atteggiamenti e nei modi di fare dei 24 arrestati tra Vigevano e la Lomellina. Tutti sono italiani e radicati sul territorio. Altre 56 persone sono state denunciate. L’obiettivo – spiega il comandante Rocco Papaleo – era il dominio incontrastato del territorio. Tanta apparenza, un linguaggio che sembra rubato alle serie tv, persino un rap a esaltare le gesta criminali del gruppo tra “merda”, “pistole” e “puttane” sparse qui e lì nel testo. Ma oltre questo il gruppo criminale di colpi ne avrebbe messi a segno parecchi, prima di essere sgominato. Le accuse vanno a vario titolo dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di armi e alla commissione di estorsioni, incendi, attentati dinamitardi, danneggiamenti, rapine e altri reati contro il patrimonio in genere.

(video di Pupia Tv)

LE ARMI DELLA GOMORRA DI VIGEVANO

Il gruppo criminale, come accertato dai carabinieri, avrebbe avuto a disposizione un vero arsenale. Fucili a pompa, a canne mozze, pistole, penne pistola alla 007, bombe rudimentali. Sequestrato anche mezzo chilo di cocaina e altre sostanze stupefacenti. I carabinieri contestano al gruppo 14 episodi fra detenzione, cessione e porto illegale di armi; 21 incendi commessi a fini di estorsione (uno dei quali – quella al “Ciao Mamma” maldestramente fallito – oggetto del video distribuito dai militari dell’arma), danneggiamento e per truffa alle assicurazioni; 5 episodi di estorsione; 14 furti e 3 tentativi di rapina; spaccio di sostanze stupefacenti.

La struttura del sodalizio malavitoso non era verticale ma orizzontale, spiegano gli inquirenti. Nonostante ciò, alcuni membri avevano un ruolo preminente. Tra questi probabilmente Roberto Feratti, 58 anni, ritenuto in passato dagli inquirenti vicino agli Acri-Morfo di Rossano Calabro.

IL DRAMMA DELLA FIGLIA DI EMANUELA PRECERUTI

Manuela Preceruti

Emanuela Preceruti

C’è una storia nella storia, di una tristezza infinita. Uno degli arrestati, Vincenzo Spangaro, è difatti il padre della dodicenne scampata alla furia omicida di Roberto Garini. Parliamo dell’omicidio di Manuela Preceruti di qualche giorno fa a Dorno. L’uomo entrò nella casa dove la donna viveva con sua figlia, avuta dalla relazione con Spangaro, e ha esploso all’indirizzo di questa diversi colpi di pistola, uccidendola.

La figlia, appena 12 anni, ha assistito a tutto. Secondo alcune ricostruzioni degli investigatori, la bambina si sarebbe finta morta e poi sarebbe scappata dalla finestra. Nei concitati attimi è stata anche ferita di striscio da un proiettile.

Ricoverata da quel giorno in ospedale, la bimba si è vista in pochi giorni privata anche del padre, prelevato dai militari dell’Arma.

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