Facebook rende permanente il Safety Check

by Redazione
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L'immagine diffusa da Facebook che illustra la nuova sezione Safety Check

Ha fatto il suo esordio nel 2014, noi europei lo abbiamo conosciuto in larga scala in occasione del terribile attentato di Parigi del 2015 mentre in precedenza era stato utilizzato principalmente in occasione di cataclismi naturali: è il Safety Check di Facebook che ora diverrà una funzione permanente del social network per antonomasia.

Triste, ma necessario sottolineare come gli eventi in cui il Safety Check può essere un importante strumento per la comunità si ripetano ormai insistentemente.

Il funzionamento del Safety Check

La storia

Finora, era da Menlo Park che il Safety Check veniva attivato in occasione di tragedie naturali o – come accade dall’attentato di Parigi – attentati terroristici. L’esordio del 2015 fu condito da non poche polemiche: in sintesi molti utenti accusarono Facebook di aver fatto due pesi e due misure dato che l’attacco jihadista alla capitale francese seguiva di poche ore alcuni sanguinosi fatti a Beirut, in Libano. Una circostanza che obbligò i vertici della società di Zuckerberg a un chiarimento: Safety Check – spiegarono – non si presta a essere applicato in zone di conflitto permanente bensì è da considerarsi uno strumento per eventi ben limitati nel tempo. Così, l’applicazione più naturale per testare la funzione su attentati terroristici fu Parigi – con un volume di traffico stimato in 4 milioni di utenti nell’immediatezza degli attentati – ossia un evento che per tempistiche e dinamiche è “più simile a un cataclisma”.

Polemiche poi spazzate via con l’attivazione del Safety Check per l’attentato nigeriano di Yola.

Come si attiva e come funziona

Quando Facebook attiva il Safety Check per un determinato evento, tutti gli utenti che sono riconducibili per geolocalizzazione alla zona interessata dall’evento vengono invitati dal social network a “far sapere che stanno bene”. Una funzione che si è rivelata utilissima anche perché durante eventi del genere la congestione telefonica delle reti non è assimilabile a quella del traffico dati. Facebook si è rivelato un modo semplice e veloce per comunicare ai propri conoscenti che “si sta bene”. In momenti di crisi, inoltre, informazioni del genere sono utili anche alle Istituzioni che subito attivano le unità di emergenza per verificare lo stato dei connazionali.

Cosa cambia ora

Stando alle immagini che circolano in Rete e a quanto pubblicato da Facebook, diverrà possibile accedere a una sezione in cui la situazione del mondo è visibile in tempo reale e si potrà verificare cosa accade nelle aree di crisi.

Sarà inoltre integrato il Community Help, la funzione lanciata a inizio anno che abbina al Safety Check la possibilità di offrire chiedere aiuto.

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