(Adnkronos) – Ancora una volta l’economia globale rischia di deragliare dalla rotta, questa volta a causa della guerra in Medio Oriente. Così il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook (Weo) stimando nello scenario peggiore di tutti – con danni infrastrutturali e guerra più lunga – in un rallentamento del pil a quasi il 2% e “questo significherebbe sfiorare una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%), cosa che si è verificata solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni che corrispondono alla crisi finanziaria globale e alla pandemia di Covid-19”.
Nell’ultimo anno, si legge, “i venti contrari derivanti dall’innalzamento delle barriere commerciali e dall’elevata incertezza sono stati compensati dai venti favorevoli provenienti dagli investimenti nel settore tecnologico, dalle condizioni finanziarie accomodanti, compreso un dollaro statunitense più debole, e dal sostegno delle politiche fiscali e monetarie. Il conflitto in Medio Oriente rappresenta una significativa forza contraria a questi fattori favorevoli attraverso il suo impatto sui mercati delle materie prime, sulle aspettative di inflazione e sulle condizioni finanziarie”.
“I rischi al ribasso prevalgono: le tensioni geopolitiche potrebbero aggravarsi ulteriormente – trasformando la situazione nella più grave crisi energetica dei tempi moderni – oppure potrebbero esplodere tensioni politiche interne”, avverte il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook.
“I fattori di stress politico possono intrecciarsi con i cambiamenti nelle politiche commerciali e in altre politiche internazionali. Indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie commerciali”, si avverte. “Il ruolo critico degli elementi delle terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito”.
Inoltre “un indebolimento delle istituzioni, compresa l’indipendenza della banca centrale e la credibilità della politica monetaria, potrebbe far crescere le aspettative di inflazione, specialmente in un momento in cui l’inflazione complessiva è in aumento a causa di uno shock sui prezzi dei beni di consumo”. Sul versante positivo, l’attività potrebbe ricevere un ulteriore impulso dagli investimenti legati all’IA e trasformarsi infine in una crescita sostenibile se una più rapida adozione dell’IA si traducesse in forti aumenti di produttività e in un maggiore dinamismo delle imprese. L’attività potrebbe inoltre essere sostenuta da un rinnovato slancio per le riforme strutturali e da un allentamento duraturo delle tensioni commerciali, scrive il Fmi.
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