Incendio al Vesuvio, fumo nero e ipotesi “disegno criminale”

by Gloria Esposito
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Ormai è da quasi una settimana che la città partenopea è in preda alle fiamme. Il Vesuvio è inaccessibile e il fuoco, appiccato in più punti, si è esteso fino a lambire almeno due chilometri del Parco Nazionale, causando fumo visibile a chilometri e chilometri di distanza e facendo supporre – ipotesi che si trasforma sempre più in dolorosa certezza – un’origine dolosa. Ad aggravare la situazione, le tante ferite del territorio  che nel napoletano viene da anni martirizzato da rifiuti tossici e roghi perpetui appiccati da delinquenti senza rispetto e nessun amore neanche per la propria terra. “Ci sono rifiuti tossici che fanno propagare le fiamme e avvelenano l’aria. Il fumo infatti è nero. Dietro tutto questo c’è un disegno criminale», spiega Don Marco Ricci, parroco di Ercolano.

Il fumo nero che si staglia dai roghi del Vesuvio è visibile da ogni punto del golfo di Napoli, anche dagli scavi di Pompei; all’origine di quanto accaduto ci sarebbe la confluenza di due focolai diversi, uno sviluppatosi ad Ercolano, l’altro ad Ottaviano e siccità e il vento avrebbero fatto il resto. Intanto, sono state evacuate precauzionalmente abitazioni e locali a Torre del Greco e Trecase e coinvolti i comuni di Boscotrecase, Trecase, Ercolano, Terzigno, Ottaviano, Torre Annunziata; In particolare, ai cittadini del territorio di Terzigno e di San Giuseppe Vesuviano è stato ordinato di chiudere le finestre delle abitazioni “al fine di prevenire un possibile passaggio di fumo”.

Allarme Vesuvio: le dichiarazioni delle istituzioni

incendio Vesuvio 2

Anche Francesco Marino, il vescovo di Nola, esprime preoccupazione e amarezza per gli incendi che stanno devastando il Vesuvio e il Monte Somma che in queste ore continuano a causare enormi e pericolosi danni alla vivibilità delle cittadine sottostanti: “incoraggio i cittadini, le forze dell’ordine e gli uomini impegnati eroicamente a domare le fiamme a non indietreggiare davanti alla prepotenza di gesti che mirano a distruggere la nostra terra” sottolineando che “insieme possiamo restituire a questi luoghi la dignità che meritano”.

Il sindaco de Magistris dopo il Consiglio Comunale ha dichiarato “È una tragedia insopportabile, è un disastro ambientale, una ferita che colpisce tutti noi perché sta bruciando la nostra montagna, bruciano boschi” mentre il Sindaco di Ottaviano ha invocato l’intervento immediato del Governo.

incendio vesuvio

 

“Si tratta di un’emergenza” -ha detto il sindaco di Ottaviano Luca Capasso- “ci aspettiamo un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale, perché da soli non ce la facciamo, si tratta di una calamità che rischia di mettere per sempre in ginocchio un’intera area. Stiamo assistendo alla morte dello Stato, alla sua totale assenza, ma mai come stavolta lo Stato siamo tutti noi: anche quelli che si fanno i selfie tra le fiamme per postarle sui social, anche quelli che criticano solo e aspettano aiuti senza sapere che in Italia ci sono solo 12 canadair e poi magari esitano a denunciare i piromani. Infine, spiace dirlo ma è così, lo Stato è anche la mano criminale che sta facendo accadere tutto questo: siamo tutti sconfitti, siamo tutti impotenti, ma sarebbe sbagliato arrendersi. Ora è il momento di dare il massimo, ognuno per la propria parte. Dobbiamo salvare il territorio”.

Anche Rosario Stornaiuolo della Federconsumatori Campania ha sottolineato, nella sua dichiarazione a commento dell’accaduto, quanto sia essenziale l’intervento di tutte le istituzioni per scongiurare il peggio: “Fate presto, altrimenti sarà ancora più evidente il fallimento delle istituzioni e l’abbandono delle popolazioni del Sud”.

«In queste ore difficili per la nostra città e per la nostra Regione non possiamo fare altro che inchinarci allo splendido lavoro che i Vigili del Fuoco stanno portando avanti da ore in condizioni estreme. Solo grazie al loro impegno non abbiamo assistito a tragedie di dimensioni maggiori, solo grazie alla loro abnegazione sono stati contenuti danni provocati da criminali senza scrupoli – afferma Marta Schifone (FDI-An) che aggiunge – Il loro lavoro eccezionale , però, non deve costituire un alibi per la politica. Bisogna indagare a fondo per individuare le responsabilità dei tanti roghi che stanno avvelenando l’aria e che stanno distruggendo uno dei parchi naturali più belli del mondo. E’ assolutamente necessario mettere a nudo le falle di un sistema che ormai non riesce più a fronteggiare una emergenza continua che si verifica ogni estate sull’intero territorio nazionale. Lo dobbiamo alle persone che stanno vivendo da giorni con il timore di essere sgomberati dalle loro abitazioni, lo dobbiamo alle centinaia di volontari che sono generosamente confluiti da ogni parte della regione per fronteggiare l’emergenza, lo dobbiamo a tutti i cittadini del territorio e lo dobbiamo alle nostre famiglie».

Al lavoro, come da nota di ieri della protezione Civile “sono oltre 600 gli uomini impegnati nello spegnimento dei circa 100 incendi che stanno interessando la Campania tra personale della protezione civile della Regione Campania, dipendenti della Sma Campania e volontari. La situazione è particolarmente complessa per la concomitanza di più fronti che si sono sviluppati sull’intero territorio e, in particolare, in provincia di Napoli, Salerno e Avellino. Sono tutti in azione gli elicotteri regionali che, in queste ore, stanno fronteggiando cinque diversi fronti: a Caserta, Montoro, Cervinara, Torre del Greco e San Pietro al Tanagro. Richiesto il supporto di mezzi aerei nazionali: stanno operando, al momento, un S64 e due canadair”.

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