La giornata napoletana di Goran Bregovic, dall’università al concertone

by Giorgia Recchia
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L’università di Napoli Federico II ha celebrato ieri i 793 anni della sua esistenza. Per festeggiare questo compleanno ha voluto regalare alla città un evento imperdibile: un concerto gratuito di Goran Bregovic & The Wedding and Funeral Band a piazza del Gesù. Il musicista bosniaco, divenuto celebre anche grazie alle collaborazioni con il regista jugoslavo Emir Kusturica, poco prima di prendere parte all’evento è stato nominato socio onorario dall’associazione “Alumni Federico II”, in un incontro con gli studenti tenutosi nell’Aula Magna Storica. Bregovic ha sfruttato l’occasione per dichiarare ufficialmente il suo amore per Napoli: “E’ sempre bello tornare, è una città fuori dal comune. Essere qui è sempre speciale”.

(foto di Francesco Zullo)

Il concerto di Goran Bregovic a Napoli

Il live ha avuto inizio intorno alle 20:30 e ha da subito avuto ritmi concitati e travolgenti che hanno immediatamente convinto il pubblico. Impossibile non lasciarsi trasportare dalle melodie gitane e dai suoni tzigani dell’artista bosniaco e della sua band, oramai diventata storica, composta da voci e ottoni. La fiumana di spettatori, addossati al palco, che era stato montato a ridosso della chiesa di Santa Chiara, ha ballato, saltato, cantato e sventolato bandiere della pace praticamente senza alcuna sosta. La situazione è diventata ancora più incandescente quando il musicista ha intonato le note di “Bella ciao”, brano antifascista dai toni fortemente popolari. Secondo una nota almeno 5000 persone erano in piazza del Gesù. Dove di eventi se ne sono tenuti tantissimi, ma difficilmente l’affluenza è stata così alta!

L’ordine pubblico

Anche questa volta, così come già avvenuto nel concerto di Franco Battiato dello scorso lunedì, le forze dell’ordine hanno attuato una sorveglianza molto accurata sul pubblico che ha partecipato all’evento, assicurandosi non solo che nella piazza non venissero introdotte bottiglie di vetro, ma anche che eventuali bottiglie di plastica venissero private del tappo, in modo da non poter essere lanciate, diventando pericolose, e, ancora, che la piazza non superasse un certo numero di presenze, diventando poi difficile da gestire in caso di emergenza.

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