LUCA CLAUDIO, ARRESTATO IL SINDACO APPENA ELETTO DI ABANO TERME

by Danilo De Luca
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Nell’ambito dell’operazione Imperator, portata avanti dalle Fiamme Gialle di Padova, è stato arrestato Luca Claudio. L’uomo è sindaco, appena rieletto, di Abano Terme (PD). Sarebbe coinvolto in uno scandalo di tangenti.

La Guardia di Finanza di Padova, in una nota stampa, non esita a definire il sistema che sarebbe emerso in seguito a complesse indagini come una tangentopoli delle terme. Abano Terme è una nota località termale, famoso centro turistico.

Chi è Luca Claudio

Luca Claudio, sindaco di Abano Terme (foto Facebook)

Luca Claudio, sindaco di Abano Terme (foto Facebook)

Luca Claudio, classe ’71, è il primo cittadino di Abano Terme. Rieletto alle ultime elezioni, è in carica dal 2011. Prima di questa esperienza, è stato per dieci anni sindaco di Montegrotto Terme, sempre nel Padovano. Per lui, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Operazione Imperator, le indagini

Nell’ambito delle stesse indagini, sono stati arrestati altri un altro amministratore pubblico e tre imprenditori. Nello stesso procedimento penale sono indagati a piede libero altri 18 soggetti. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e riciclaggio. Dall’alba, inoltre, sono state eseguite 22 perquisizioni.

Durissimo l’atto d’accusa dei finanzieri di Padova. Nella nota stampa diramata in mattinata, si parla di un sistema tangentizio messo in piedi prima a Montegrotto Terme, poi ad Abano Terme. Il termine utilizzato dalle Fiamme Gialle è proprio “sistema esportato” da Montegrotto ad Abano. Ma anche a Montegrotto questo modus operandi sarebbe proseguito, quando al timone del Comune è finito Massimo Bordin (ai domiciliari), ex vicesindaco considerato “sodale” di Claudio. Al centro, proprio Luca Claudio: il primo cittadino, quando guidava Montegrotto Terme, avrebbe intascato tangenti sugli appalti per la manutenzione del verde pubblico. Sulle somme liquidate, gli sarebbe spettata una percentuale oscillante tra il 10 e il 20 percento. Stesso sistema sarebbe stato messo in atto ad Abano Terme.

Sono almeno 7 gli imprenditori che in fase di indagini hanno ammesso di aver pagato tangenti. I finanzieri parlano di “pressione morale”: il rischio per gli imprenditori che avrebbero rifiutato di pagare la tangente era di restare fuori da tutti gli appalti pubblici. Non vale lo stesso discorso, però, per alcuni appalti di importo maggiore. In tal caso, sempre stando alle ricostruzioni dei finanzieri, la condizione tra imprenditori e amministratori sarebbe stata di parità: in tal caso si configura il reato di corruzione.

(video di Pupia TV)

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Pasquale 23 Giugno 2016 - 16:49

che brvavi questi comunisti che vogliono il bene dei cittadini.e gli italiani continuano a votarli.se li meritano questi ceffi e corrotti.ben gli sta.popolo bue.

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