Segato (Fismad): “A congresso primi risultati survey Agenas sulla gastroenterologia”

by Adnkronos
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(Adnkronos) – “Centinaia di sessioni per l’aggiornamento sulle ultime novità che riguardano la gestione delle malattie dell’apparato digerente, del fegato, del pancreas, dell’endoscopia, ma anche la formazione, le comunicazioni sui tantissimi lavori di ricerca italiana e l’impatto della tecnologia e dell’intelligenza artificiale in gastroenterologia e endoscopia, di particolare interesse e attualità. Saranno inoltre presentati i primi dati di un’indagine realizzata con Agenas per misurare gli esiti per queste patologie, dal punto di vista della salute, ma anche dell’impatto sulla sostenibilità del sistema”. Così Sergio Segato, presidente della Federazione italiana delle società delle malattie dell’apparato digerente, comunica all’Adnkronos Salute i temi del 32° Congresso nazionale delle malattie digestive (Cnmd), promosso da Fismad, che riunirà circa 1.500 professionisti a Roma dal 16 al 18 aprile, per uno dei principali appuntamenti scientifici nazionali nell’ambito della gastroenterologia e dell’endoscopia digestiva. 

“Abbiamo la percezione che la gastroenterologia in Italia sia sottoconsiderata – spiega Segato – Abbiamo alcuni dati, per esempio, sulla gestione delle emorragie digestive in alcune regioni, che suggeriscono che il ruolo del gastroenterologo e delle Gastroenterologie vada riconsiderato. Non vogliamo essere autoreferenziali: vogliamo un lavoro oggettivo che produca dati utili anche per il decisore: da qui il coinvolgimento di Agenas”, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. “I malati gastroenterologici non sempre finiscono in Gastroenterologia, ma anche in altri reparti medici o chirurgici – chiarisce – Vogliamo verificare se l’andamento della loro situazione patologica è uguale quando sono ricoverati nel reparto specialistico oppure no”. Al congresso saranno presentati i dati principali, “ma il lavoro – precisa il presidente Fismad – sarà sviluppato nel corso dell’anno in modo più analitico. Da Agenas, ente terzo, ci aspettiamo indicazioni sia per il miglioramento interno sia per dare suggerimenti al decisore, basati sul mondo reale”. 

Dal punto di vista clinico, “oggi abbiamo diagnosi più precise e terapie endoscopiche meno invasive e cure farmacologiche più targetizzate – afferma Segato – Possiamo dare la terapia giusta al paziente giusto: fino a pochi anni fa le opzioni erano una o due e non c’era possibilità di personalizzazione”. Anche la tecnologia ha un impatto importante, “soprattutto sul versante dell’endoscopia digestiva e operativa: ci sono metodiche che di fatto hanno ampiamente soppiantato la chirurgia nella gestione delle patologie biliopancreatiche, ma anche nel trattamento endoscopico dell’obesità, fino all’utilizzo di nuove strumentazioni che permettono di fare, per esempio, anastomosi, cioè collegamenti tra organi differenti”. 

“L’endoscopia digestiva è uno strumento nelle mani del gastroenterologo che permette non solo la diagnosi, ma anche la terapia e la terapia palliativa di molte patologie che prima erano appannaggio esclusivo del chirurgo – illustra l’esperto – Per esempio, in caso di tumore pancreatico avanzato che ostruisce l’intestino, prima era necessario un intervento chirurgico per garantire l’alimentazione: oggi è possibile intervenire in maniera endoscopica, senza sottoporre il paziente a chirurgia. Si tratta di interventi palliativi, cioè non curano la malattia, ma alleviano sintomi importanti”. A livello farmacologico, abbiamo molecole “potentissime e mirate sia per le malattie del fegato di tipo virale, sia per l’epatocarcinoma, sia per le malattie infiammatorie intestinali. Lo sviluppo tecnologico è quindi a 360 gradi, sia sul versante farmacologico sia su quello dei dispositivi per l’endoscopia”. 

Per quanto riguarda le prospettive, come società scientifica “lavoriamo su due binari: la formazione e l’interlocuzione con le istituzioni, basata sui dati. Tutto ciò che serve per aumentare la formazione in gastroenterologia, sia teorica sia pratica, è fondamentale – rimarca Segato – Sul coinvolgimento dei giovani, già oggi le comunicazioni scientifiche e le relazioni del congresso sono affidate per circa il 50% a professionisti under 45. Del resto le diverse società scientifiche promuovono durante l’anno numerose iniziative formative. Sull’altro versante – conclude il presidente Fismad – vogliamo essere rigorosi e fornire dati utili al decisore, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni, per programmare sulla base della realtà clinica”. 

 

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