Estate Italiana: l’arte contemporanea italiana in mostra negli Usa

by Massimiliano Maurino
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Porta il nome di Estate Italiana, che agli abitanti del Belpaese ricorda la hit di Bennato e Nannini per i mondiali del ’90, ma ai cugini statunitensi più probabilmente le Vacanze Romane di Audrey Hepburn. In realtà si tratta della mostra d’arte contemporanea che dal 26 agosto al 22 ottobre verrà ospitata dal MOAH – Museo di Arte e Storia di Lancaster (in California). Un importante riconoscimento per l’arte contemporanea italiana e alcuni dei suoi più interessanti interpreti: Casentini, Pinna, Coppeta, Viparelli, Evangelisti, Masetta Lucarella, Marcucci.

La mostra si inserisce in un progetto di intensa collaborazione fra l’Istituzione Internazionale Art1307 e il museo stesso, grazie al lavoro di Andy Campognone, direttrice del MOAH, e di Cynthia Penna, direttrice scientifica di Art1307 e curatrice della mostra.

Ed è proprio la curatrice a citare il clima da Vacanze Romane e quella Dolce Vita di felliniana memoria che hanno lasciato nell’immaginario collettivo statunitense una traccia definita che sopravvive nei decenni: “La mente ritorna al concetto di ‘godersi la vita’ che tutto il mondo ci invidia, magistralmente rappresentato, ad esempio, dal bagno nella Fontana di Trevi di una stupenda Anita Ekberg sotto lo sguardo incredulo e rapito di Mastroianni. Uno stile di vita che, sebbene i tempi siano cambiati, continua ad affascinare l’America e non solo. È il mito dell’Italia che insieme ai Michelangelo, ai Leonardo, alle rovine di Pompei, ai Raffaello continua a vivere nell’immaginario collettivo mondiale. Un’epoca lontana ma che ha lasciato un segno indelebile nelle nostre abitudini, così come l’arte classica continua a vivere nell’arte italiana contemporanea”.

Un'opera di Antonella Masetti Lucarella

Un’opera di Antonella Masetti Lucarella

Le dichiarazioni della curatrice Cynthia Penna

“Esiste una sorta di binario parallelo tra la vocazione quasi naturale e ineludibile per le arti, determinata da un DNA forgiato nei secoli e strutturato all’interno della ‘bellezza’ – perché di vera bellezza si tratta – e, nel contempo, un pesante fardello con cui confrontarsi costantemente che a volte irrigidisce, se non ingessa, la libertà di ricerca in sé. Chi non conosce nel mondo le magnificenze dei grandi artisti italiani rinascimentali? Ma poi se il discorso cade su tempi più recenti o sul contemporaneo, le conoscenze e le cognizioni dei più iniziano decisamente a vacillare e viene a tal punto da chiedersi: e l’oggi? Il contemporaneo? Come si presenta attualmente l’arte italiana? L’Italia di oggi è molto più nota per il  Design, la Moda e le automobili: ma quanto si conosce veramente dell’Arte Italiana contemporanea? E anzi come si presenta quest’arte nel panorama dell’arte mondiale?”.

“Occorre premettere che negli anni ’50 del secolo scorso, l’Italia ha subito l’influsso della rivoluzione stilistica che ha denotato e marcato tutta la produzione di arte a livello mondiale; gli artisti italiani si sono misurati con la sperimentazione di nuovi materiali introducendo e facendo assurgere al rango di arte, materiali di uso domestico/quotidiano e dando origine al grande movimento dell’Arte Povera. Grazie a queste sperimentazioni, all’epoca avveniristiche, abbiamo avuto in Italia la nascita e lo sviluppo di un movimento che, insieme a quello dell’Arte Informale, ha proiettato l’Italia nel panorama mondiale dell’arte del ‘900”.

“Le attuali ricerche in campo stilistico si orientano su strade diversissime tra loro: alcuni artisti lavorano sulla ‘memoria’, riscontrabile o rapportabile talvolta al segno grafico arcaico e primitivo: questo consente agli artisti di recuperare un rapporto più diretto ed immediato con un passato lontanissimo andando alle radici arcaiche della forma, scevra dalle superfetazioni dei secoli successivi. Altri artisti si confrontano, coraggiosamente direi, con l’arte figurativa cercando di trovare una strada personale che non cada nella brutta e banale copia della tradizione pittorica figurativa nazionale”.

“La presente esposizione è volta, anche se non esaustivamente, a fare il punto sulla produzione di arte in Italia negli ultimi decenni, vale a dire tra la fine del 20° e gli albori del 21° secolo. La scelta degli artisti, pertanto, è stata determinata piuttosto dalla diversità stilistica e dalla diversità di materiali adoperati, proprio al fine di fornire un ventaglio visuale alquanto poliedrico in termini di ricerca. È una piccola porzione di un tutto fatta di stili, tecniche, invenzioni, materiali, tutti diversissimi tra loro che però servono ad accostare il pubblico a un nuovo immaginario nazionale rappresentato da cultura, capacità di sentire, espressività e tanto altro”.

Gli artisti presenti a “Estate Italiana”

Sette gli artisti in mostra. C’è lo spezzino Marco Casentini, vincitore nel 2010 del Premio PEA di Lerici e nel 2005 del premio Pollock-Krasner Foundation Grant, a New York. La sua è una realtà è ridotta all’essenziale, ma arricchita di valori umani, emozioni, percezioni di attimi, scorci lirici che riemergono dall’assemblaggio delle forme geometriche e dai colori brillanti. Poi c’è lo scultore di Imperia

Alex Pinna. La plasticità delle sue opere è data dall’essenzialità di poche forme lineari e minimali. Pinna affronta il tema della condizione umana nella sua globalità di azione, riflessione, meditazione e solitudine.

Tra gli artisti anche il 37enne Max Coppeta, che da Sarno ha esposto a Houston, Los Angeles, Singapore, Tokyo, Napoli, Milano, Torino, Venezia. La ricerca di Max Coppeta si incentra inoltre sugli effetti ottico/visivi che la luce crea quando viene riflessa da superfici specchianti come il vetro o il PVC. La sensazione di abbagliamento data dal riflesso di un raggio di luce su una superficie specchiante destabilizza totalmente la visione, mentre questa viene, di converso, come “accolta” dal riflesso della luce, assorbita da una superficie totalmente nera o da un materiale morbido e riflettente come la resina.

Il bolognese Nicola Evangelisti, diplomato in scultura presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, vincitore del Premio Marconi, dal 1995 ad oggi svolge una ricerca artistica sperimentale, che, spaziando dall’installazione al light-box, dalla fotografia al video, mostra la sua coerenza di fondo nella costante attenzione al tema della luce. Evangelisti è noto per il ciclo dei “crilex”, introflessioni su materiale plastico realizzate tramite combustione che generano linee luminose avvicinabili alle forme della grafica frattale, evocanti esplosioni cosmiche.

Poi c’è Antonella Masetti Lucarella, tarantina di nascita (da cui il calore pugliese), milanese di adozione (da cui l’internazionalizzazione dei suoi lavori). Con le sue opere pittoriche ha partecipato a rassegne (personali e collettive) in musei, gallerie, centri culturali e art fair. La tradizione pittorica italiana – dall’Umanesimo al Manierismo – è stata tutta assorbita e poi riversata sulle sue tele che anche nel colore confermano l’accento di una italianità “di tradizione”. Altra artista donna è Cartla Viparelli, laureata in Filosofia presso l’Università di Napoli. Il suo lavoro pittorico si è evoluto nell’arco di circa 30 anni di attività, andando a toccare diverse “corde” della figurazione. L’indagine artistica di Viparelli, sfociata negli ultimi anni nei quadri in movimento, si incentra prevalentemente sulla Natura e le sue infinite “applicazioni”: gli innumerevoli modi delle sue trasformazioni e implicazioni, ma anche su accadimenti sociali e sulla contemporaneità del comune sentire.

Ultimo, ma non ultimo, Carlo Marcucci. Italiano di origine, ma californiano di adozione, Marcucci segna il punto di congiunzione di due culture che, sebbene entrambe nell’ambito del mondo occidentale, appaiono notevolmente differenziate in molteplici particolari. Le due realtà si fondono nell’arte di Marcucci in un perfetto equilibrio: l’italianità non soggiace alla nuova acquisizione di stato mentre la cultura Americana non viene schiacciata dal peso della tradizione italiana e nel contempo non soppianta la prima.

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