Roma: gambe di una donna trovate in un cassonetto a Parioli

by Redazione
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viale pilsudski luogo ritrovamento gambe nel cassonetto

A Roma non si aveva notizia di un simile orrore da tempo: due gambe – appartenenti a una donna – sono state ritrovate in un cassonetto in zona Parioli, più precisamente in viale Maresciallo Pilsudski. Un risveglio choc nel quartiere bene della Capitale. Indaga la Squadra Mobile della Questura capitolina.

(nella foto: viale Pilsudski, foto Google)

Gambe nel cassonetto, il ritrovamento

C’era il rischio di non avere mai notizia di quello che sembra quasi senza dubbio un cruento ed efferato crimine: le gambe sono state infatti ritrovate da una ragazza rom che scavava nel cassonetto. La giovane donna ha avuto un malore alla vista dei due arti mozzati ma è riuscita comunque a dare l’allarme.

Le due gambe erano recise, probabilmente con un seghetto o qualcosa di simile, e “legate” con dello scotch da imballaggi.

Stando a quanto trapela le gambe avevano i primi segni di decomposizione (fonte: Repubblica): è ipotizzabile quindi che siano state gettate nella notte tra il 14 e il 15 agosto e ritrovate solo stamattina.

Quello che colui che voleva far sparire le gambe non sapeva è che delle vicine telecamere di sorveglianza di un ufficio puntavano anche verso il cassonetto: sono ora al vaglio degli investigatori le immagini che mostrerebbero un uomo scendere da un auto e gettare i resti tra i rifiuti.

Altri resti nei pressi del Reparto Volanti?

Gli agenti hanno quindi passato al setaccio gli altri cassonetti. In un primo momento era stata Smentita la notizia che sarebbero stati ritrovati altri resti nelle vicinanze della sede del Reparto Volanti a via Guido Reni. In un secondo momento invece pare sia stata confermata.

Le indagini

Impossibile – in prima battuta – stabilire l’identità della vittima. Gli investigatori stavano scavando tra le segnalazioni di scomparsa. Il cerchio poi si è stretto intorno a Maurizio Diotallevi, 62 anni. L’uomo ha confessato nel pomeriggio di avere ucciso la sorella, Nicoletta, a cui appartiene il cadavere. Alla base ci sarebbero questioni economiche irrisolte tra i due fratelli, che vivevano insieme. Da subito la posizione dell’indagato ha destato sospetti. Convocato in mattinata avrebbe fornito agli investigatori versioni discordanti; messo sotto torchio, è infine crollato e ha confessato.

Per quanto riguarda il reo confesso carnefice, tra le prove le immagini dell’auto immortalata dalle telecamere di sorveglianza la cui targa – sembra – era parzialmente leggibile  da cui sarebbe sceso proprio il Diotallevi.

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