L’EMOZIONE DI GIULIA: LAUREA A 79 ANNI

by Lavinia Viscione
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Ha negli occhi la forza di chi non si è arresa né si è mai fermata. E’ Giulia Venezia D’Anna, 79 anni, che oggi si è laureata con lode alla triennale di Sociologia dell’Università di Napoli Federico II con una tesi dal titolo “”Oliver Twist: un’analisi sociale”.

“È un’emozione quasi indescrivibile – racconta nel giorno che la vede protagonista – perché mancano le persone che non ci sono più, i miei genitori, che avrebbero avuto diritto a vedere la propria figlia laurearsi. La mia vita è andata in un altro modo però tutto sommato, alla fine, posso dire che anche le privazioni che ho vissuto durante l’infanzia oggi ho realizzato il mio sogno”.

C’era la guerra quando Giulia era bambina, “c’era la fame, c’erano le corse ai ricoveri e la paura della morte”. “Da adulto la paura della morte non la avverti più così forte come quando sei bambina – racconta – Stavo male solo se sentivo le sirene che segnalavano la necessità di andare nei ricoveri per i bombardamenti”. Giulia, a 14 anni, è stata mandata a lavorare.

Da poco era nata una sorella, Silvana, che oggi l’ha accompagnata per la proclamazione. “Serviva aiuto – dice – a casa, con i miei fratelli. Anche a mia madre, molto impegnata a essere la mamma di 5 figli, di cui io la prima”. Così Giulia si è dedicata alla sua famiglia, lavorando senza però smettere di inseguire, fino a realizzarlo, il suo sogno. “I miei fratelli mi davano ascolto – sottolinea – anche se non era sempre facile perché loro non avevano molta voglia di studiare”.

La sorella Silvana oggi la ringrazia per la sua dedizione alla famiglia. “Abbiamo 14 anni di differenza – racconta – mia sorella è la colonna delle nostre vite, nessuno di noi sarebbe arrivato dov’è senza di lei”.

Laurea di Giulia, la storia

Prima della laurea, Giulia si è diplomata alla scuola magistrale. Non un percorso semplice, nemmeno quello. Perché i primi anni li ha frequentati in un istituto privato di Napoli, ma non le è piaciuto, in sede d’esame, il trattamento riservato ai privatisti. “Isolati dagli altri, in una fila sola”, ricorda.

Così, dopo il superamento dell’esame, Giulia si è detta che non avrebbe più voluto vivere quella situazione. A Napoli, però, la scuola magistrale serale, cosa che le avrebbe consentito di continuare a lavorare, non era ancora stata istituita. Si è rimboccata le maniche ed è andata a Roma, al Ministero della Pubblica istruzione.

“Un’attesa lunghissima”, ricorda la neodottoressa. E l’arredamento che cambiava diventando più bello a ogni piano, fino ad arrivare nello studio dell’allora ministro Riccardo Misasi “con il parquet”.

Lui era stato già informato e dopo un colloquio e una telefonata, partirono le procedure per istituire il corso serale per le scuola magistrali anche a Napoli. Giulia ha conseguito il suo diploma di maestra a 50 anni. Poi la scelta di iscriversi all’università, ricaduta consapevolmente su sociologia perché “oggi tutto ciò che accade intorno a noi deve essere letto con questa chiave di lettura”. Ora Giulia ha un altro programma, un’altra meta da raggiungere: la laurea magistrale. “Voglio seguire il corso magistrale in cinema e lavorare a una testi su Truffaut o Kubrick”, assicura.

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