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Psoriasi per oltre 1,5 mln italiani, campagna per accesso a diagnosi e terapie

(Adnkronos) – In Italia più di 1 milione e mezzo di persone sono colpite dalla psoriasi, una patologia dermatologica cronica che incide profondamente sulla vita quotidiana. Per 9 pazienti su 10 la malattia ha un impatto significativo sulla sfera relazionale, sociale ed emotiva. Il 70% lamenta problemi in ambito familiare, il 68% in ambito lavorativo e il 17% ha avuto conseguenze negative anche nella vita intima. Nonostante le terapie oggi disponibili consentano di controllare i sintomi e migliorare il benessere complessivo, l’aderenza ai trattamenti e la diagnosi precoce restano una sfida. Per accendere i riflettori sulla psoriasi e promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della corretta gestione della malattia, Fondazione Onda Ets ha promosso, lo scorso 11 marzo, l'(H) Open day sulla psoriasi.  

La campagna è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse) e ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza). L’iniziativa, sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb, ha coinvolto 97 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale, offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche, affiancate da momenti informativi rivolti alla cittadinanza, dirette social e info point presidiati da personale specializzato. I risultati della campagna vengono presentati oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa. 

“LìH Open Day sulla psoriasi nasce con un duplice obiettivo: da un lato sensibilizzare lìopinione pubblica su una patologia cronica e spesso ancora sottovalutata che incide profondamente sulla qualità di vita delle persone, e dall’altro facilitare concretamente l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura, promuovendo una presa in carico appropriata, tempestiva e multidisciplinare – afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda – Attraverso iniziative come questa vogliamo non solo informare, ma anche abbattere le barriere culturali e organizzative che ancora ostacolano molti pazienti nel rivolgersi agli specialisti e intraprendere il percorso terapeutico più adeguato. La psoriasi, infatti, richiede un approccio integrato che tenga conto delle sue molteplici implicazioni cliniche e psicologiche. In questo contesto, il network degli ospedali Bollino Rosa rappresenta un presidio fondamentale sul territorio: una rete capillare e qualificata in grado di intercettare i bisogni di salute, orientare i cittadini e offrire risposte adeguate e tempestive, contribuendo a una sanità sempre più vicina alle persone e attenta alle loro specifiche esigenze”. 

“La psoriasi è una malattia infiammatoria che quasi sempre compromette il benessere fisico, psicologico e relazionale delle persone che ne sono colpite – spiega Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast – E’ caratterizzata da un andamento cronico e recidivante e si manifesta principalmente con placche arrossate e desquamanti in genere distribuite in maniera simmetrica su gomiti, ginocchia, mani, piedi, superficie lombosacrale e cuoio capelluto e non di rado localizzate al distretto genitale. Non interessa esclusivamente la pelle, ma spesso coinvolge l’intero organismo e può associarsi ad altre gravi patologie come l’artrite psoriasica, le malattie cardiovascolari, le malattie infiammatorie intestinali o il diabete. I pazienti spesso lamentano prurito intenso e l’interessamento di certi distretti anatomici, come le mani o i piedi, determina rilevanti limitazioni funzionali. Oggi la scelta terapeutica è sempre più personalizzata. Deve basarsi sulle caratteristiche del singolo paziente, incluse eventuali comorbidità, sulla gravità e sull’estensione del quadro clinico, oltre che sull’entità del disagio e dell’impatto della malattia sulla qualità di vita delle persone affette”.  

“Se nelle forme lievi e circoscritte si ricorre prevalentemente a trattamenti topici – illustra Borghi – nelle forme moderate-gravi possono essere indicati la fototerapia e i farmaci sistemici. Questi si distinguono in convenzionali e biotecnologici e in terapie orali a bersaglio mirato. L’evoluzione delle opzioni terapeutiche disponibili ha consentito un controllo più efficace della malattia a lungo termine, garantendo anche un eccellente profilo di sicurezza. Ha permesso inoltre di intervenire in modo appropriato sulle diverse manifestazioni cliniche della psoriasi, migliorandone la gestione complessiva e la qualità di vita dei pazienti”.  

“Abbiamo deciso con piacere di partecipare ad u’iniziativa nata per favorire una maggiore consapevolezza sulla malattia e per facilitare l’accesso ai vari percorsi di cura – sottolinea Valeria Corazza, presidente Apiafco – In particolare, la giornata dell’11 marzo ha voluto ribadire la grande importanza di rivolgersi sempre e solo a centri ospedalieri specializzati nella gestione multidisciplinare di una malattia complessa e ancora sottovalutata. La diagnosi deve essere quanto mai tempestiva, così come il successivo intervento terapeutico personalizzato. Così si può ridurre drasticamente il rischio di un peggioramento del quadro clinico e l’insorgenza di complicanze. Vi è il grave problema dell’aderenza terapeutica che è fondamentale in una malattia cronica come la psoriasi. Durante l’iniziativa è stata sottolineata con forza l’importanza di assumere sempre con continuità i farmaci prescritti dai medici specialisti. Purtroppo – rimarca Corazza – la scarsa consapevolezza della natura sistemica della malattia porta all’interruzione delle cure in circa il 25% dei malati, che si alza fino al 60% con il trattamento con farmaci topici. E’ un fenomeno che va contrastato anche attraverso un maggiore e migliore dialogo tra il medico e il paziente. Infine, vi è la necessità di mappare i 200.000 pazienti con psoriasi severa di cui circa la metà sono in carico con farmaci biologici /biosimilari. In alcune Regioni ancora oggi l’accesso ai centri prescrittori non è facile e quindi le cure ci sono, ma non per tutti”.  

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