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Milano Design Week, a Palazzo Litta la mostra collettiva dell’innovazione

(Adnkronos) – In occasione della Milano Design Week, dal 21 al 26 aprile, torna a Palazzo Litta MoscaPartners Variations 2026 la mostra collettiva dedicata al design innovativo e al progetto firmata MoscaPartners. Partendo dall’installazione nel Cortile d’Onore a cura di Lina Ghotmeh, la mostra si snoda lungo le sale storiche al Piano Nobile del palazzo, presentando i lavori e i progetti di venticinque espositori tra architetti, designer, creativi e aziende internazionali provenienti da undici paesi diversi. 

Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è “Metamorphosis”, inteso come un’esplorazione della trasformazione, del cambiamento, dell’adattamento. La proposta espositiva si incentra sulla trasformazione potenziata dalla sperimentazione, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle tecnologie che oggi possediamo mettendo in luce la sfida che si trova oggi ad affrontare il mondo del design: interpretare gli scenari contemporanei e ipotizzarne di futuri. Al centro rimane l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ma lo sguardo si estende inevitabilmente al rapporto con il pianeta, alle sue risorse e alle modalità con cui interagiamo con l’ambiente che ci circonda, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura. 

  

Ad accogliere i visitatori e a introdurre il tema dell’esposizione è l’intervento site specific dell’architetta nata in Libano e basata a Parigi Lina Ghotmeh, dal titolo “Metamorphosis in Motion”, fulcro scenografico e concettuale per l’intera rassegna. 

 

  

Seguendo quell’approccio progettuale che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, Ghotmeh trasforma lo spazio del Cortile d’Onore con una installazione che intreccia memoria, paesaggio e spazio ispirandosi alla storia del Palazzo e al ruolo del suo cortile come luogo di ricevimento e rappresentazione pubblica, soglia scenografica per cerimonie e incontri ma allo stesso tempo spazio di transizione tra la città e gli spazi interni riccamente decorati. 

  

“Metamorphosis in Motion” incarna l’ambizione di coreografare il movimento, modulare la percezione e trasformare l’architettura in un’esperienza vissuta. Interpretando la metamorfosi come un intenso processo spaziale, in cui forma ed esperienza evolvono insieme, l’installazione spicca per il suo contrasto con la simmetria del contesto circostante. Il padiglione si sviluppa attraverso geometrie curve, prospettive mutevoli e un percorso sequenziale e trasforma ciò che altrimenti resterebbe una scenografia statica in uno spazio esperienziale. 

  

Concepita come un labirinto quadrato di 17 metri per lato e composta da 18 moduli, Metamorphosis in Motion segue le geometrie e le linee del cortile di Palazzo Litta, operando come un dispositivo sensoriale che media tra conservazione e attivazione. L’installazione trasforma il cortile in uno spazio di aggregazione multipla, dove l’architettura viene continuamente reinterpretata attraverso il movimento, la luce e il tempo. Le aree definiti dalla struttura modulare sono progettate per accogliere diversi modi di vivere il padiglione, incoraggiando la percezione sensoriale e il dialogo con il contesto circostante, e invitando i visitatori a sperimentare nuove forme di convivialità e interazione. L’installazione si sviluppa, quindi, in una sequenza di zone funzionali e sensoriali, trasformando l’ambiente in un luogo di partecipazione attiva. La struttura — realizzata in MDF e rifinita con vernici Milesi in diverse sfumature di rosa e superfici materiche — si articola in un percorso che include aree lounge con sedute di Avalon Italia e uno spazio dedicato ai talk, entrambi concepiti per favorire lo scambio e l’interazione sociale. Il viaggio sensoriale è ulteriormente arricchito da uno spazio meditativo e un’area sonora immersiva, insieme a un’esperienza olfattiva curata da Scent Company. Caratterizzata da note di cipresso, olibano e cedro, questa composizione evoca il Libano — terra d’origine di Lina Ghotmeh — trasformando la memoria in un’esperienza spaziale ritualizzata. Completano l’installazione il bookshop di Frab’s Magazines e l’area A Moment of Taste, con i prodotti di Tre Marie e Vitavigor. 

 

  

Lina Ghotmeh – qui al suo primo lavoro site specific in esterno in Italia – è una figura di riferimento nel panorama internazionale. Il suo approccio progettuale, che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, un metodo che intreccia memoria, paesaggio e spazio, è profondamente influenzato dal contesto culturale e storico della sua città d’origine, Beirut. Dopo gli studi all’American University of Beirut e la formazione all’École Spéciale d’Architecture di Parigi – dove è stata anche docente – Ghotmeh ha consolidato una visione architettonica sensibile e innovativa, capace di fondere rigore, poesia e attenzione al luogo. 

  

Il suo metodo di lavoro interdisciplinare viene adottato anche nei progetti del suo studio parigino Lina Ghotmeh — Architecture, che adotta una visione integrata di ricerca storica, osservazione sensibile e sperimentazione costante. La metodologia si riflette anche nei progetti, in grado di ingaggiare con il contesto un dialogo che ne rivela storia e stratificazioni. Tra i lavori più rilevanti figurano progetti per contesti quali la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Danish Architecture Center. Di recente, Lina Ghotmeh è stata nominata architetta per la ristrutturazione dell’ala occidentale del British Museum, è stata inclusa nella lista TIME100 Next 2025 e ha ricevuto il Gold Award per la Migliore Architettura e Paesaggio per il Padiglione del Bahrain all’Expo 2025 di Osaka. 

  

In continuità con le precedenti edizioni, il cortile di Palazzo Litta si presenta ancora una volta come la preludio visivo di MoscaPartners Variations, e come primo incontro con il tema Metamorphosis che Ghotmeh declina attraverso la sua lente progettuale, dove l’architettura diventa il mezzo per rivelare le identità che coesistono in un unico spazio. Lasciandosi ispirare dallo stile Barocco di Palazzo Litta, la sua installazione non si fa semplicemente attraversare ma si diventa porta d’accesso alle molteplici visioni presentate dagli espositori nelle sale, anch’esse barocche, del Piano Nobile del Palazzo. 

 

  

“Tornare a Palazzo Litta con MoscaPartners Variations 2026 significa riaccendere un dialogo tra la storia e la ricerca di soluzioni progettuali per le sfide della contemporaneità”, afferma Caterina Mosca, fondatrice di MoscaPartners. “Il tema Metamorphosis, non è una semplice esplorazione estetica, ma l’essenza stessa del design inteso come adattamento dinamico: una necessità di mutamento profondo che guarda alla rigenerazione e a un nuovo equilibrio tra l’essere umano e il contesto naturale. In questi spazi storici, le visioni di venticinque espositori internazionali provenienti da undici Paesi convergono in un ecosistema collettivo, dove l’innovazione tecnologica e la sensibilità per i materiali riscrivono i confini dell’abitare. Un racconto vivo introdotto dall’installazione di Lina Ghotmeh, una delle progettiste più interessanti del panorama internazionale e la cui poetica si lega in modo delicato e allo stesso tempo incisivo agli spazi del palazzo e al nostro progetto espositivo. Metamorphosis in Motion è una soglia concettuale che trasforma la percezione dello spazio in un’esperienza partecipativa, tracciando le coordinate di un futuro più consapevole”. 

  

MoscaPartners Variations prosegue quindi nelle sale del palazzo — oggi sede degli uffici del Ministero della Cultura — dove prende forma un racconto corale che reinterpreta il concept dell’esposizione. Questa formula ricalca la linea progettuale di MoscaPartners, già delineata nel 2014 quando Palazzo Litta fu aperto per la prima volta al pubblico del design grazie alla visione di Caterina Mosca e Valerio Castelli, fondatori di MoscaPartners. Il percorso espositivo si sviluppa tra produzioni, serie e indagini sui materiali, in cui la creatività si rinnova continuamente, adattandosi ai cambiamenti e alle sfide del presente, in un’indagine sul ruolo del design nel tracciare la via verso una fruizione più consapevole, etica e rigenerativa. 

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