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TAU. In segno d’amore: le pagine intonse diventano un caso social.

È stato accolto con grande consenso TAU. In segno d’amore, l’opera poetica e spirituale nata dall’incontro tra Claudio Baglioni e Michele Caccamo, nell’ambito di un progetto artistico dedicato a san Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte. Il libro, arrivato nelle librerie e negli store digitali, ha ricevuto un’accoglienza particolarmente positiva da parte dei lettori, accompagnata da ottimi riscontri nelle recensioni pubblicate su Amazon. Già al debutto, il volume edito da Castelvecchi è andato esaurito dopo il successo della prevendita ed è attualmente in ristampa.

Le pagine intonse diventano un caso sui social

A rendere particolarmente originale l’edizione numerata a tiratura limitata è una precisa scelta editoriale che riporta il gesto fisico della lettura al centro dell’esperienza: le 228 pagine sono infatti intonse e devono essere tagliate progressivamente dal lettore.

Una caratteristica voluta e perfettamente coerente con la struttura dell’opera, nella quale la lettura, scandita proprio dal gesto del taglio delle pagine, accompagna il lettore in un cammino spirituale sotto il segno del Tau, simbolo scelto da san Francesco come segno di salvezza e umiltà. La particolare veste editoriale ha prodotto, nei primi giorni di uscita, anche un inatteso e divertente effetto collaterale. Alcuni lettori, meno abituati a questo tipo di edizione, si sono infatti trovati davanti alle pagine intonse, chiedendosi inizialmente se si trattasse di un errore di stampa. Da qui è nata una vera e propria conversazione sui social: fotografie, commenti, spiegazioni e persino tutorial su come tagliare correttamente le pagine hanno iniziato a circolare tra i lettori.

Quella che per gli autori e per l’editore è una scelta simbolica e parte integrante dell’esperienza di lettura si è così trasformata in una curiosità condivisa, capace di portare il libro anche fuori dalle sue pagine e di generare un inatteso passaparola sui social.

Otto notti, otto visioni, otto spoliazioni

TAU. In segno d’amore è un’invenzione poetica e morale articolata in otto notti e ispirata alle figure di san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova. Il santo portoghese, malato e prossimo alla morte, riceve la presenza di Francesco non come semplice visione, ma come richiamo all’origine più profonda della propria vocazione. Le otto notti diventano così un tempo interiore nel quale la distanza tra i due si fa progressivamente più sottile. Il santo della parola, della predicazione e del sapere viene condotto verso il limite della conoscenza, là dove ogni definizione deve lasciare spazio al silenzio. Le fonti francescane, in particolare gli scritti di Tommaso da Celano e il Cantico delle creature, costituiscono la radice storica e spirituale dell’opera. Nella scrittura di Baglioni e Caccamo, la povertà francescana assume un significato radicale: non soltanto rinuncia ai beni materiali, ma progressivo venir meno di ogni pretesa di possesso, del nome, dell’identità, della verità e persino dell’immagine di Dio che l’uomo può costruire per difendersi dal mistero.

«In un tempo che insegue sempre più l’accumulo e il possesso, abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto, per essere essenza dell’essenziale. Ognuno a fare la sua parte».
— Claudio Baglioni

«Con Claudio abbiamo costruito questo libro facendo convergere pensiero, visione e scrittura, parola dopo parola, perché Francesco e Antonio non restassero trattenuti nella sola devozione, ma riemergessero come due vite nelle quali Dio si è reso visibile».
— Michele Caccamo

TAU. In segno d’amore chiede dunque al lettore non soltanto di leggere, ma di compiere un gesto: aprire fisicamente, una dopo l’altra, le pagine del libro. Un gesto concreto che, fin dai primi giorni di uscita, ha iniziato a viaggiare di lettore in lettore, dalle pagine del volume a quelle dei social, diventando parte della stessa esperienza condivisa di lettura.

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