Due giorni, sei omicidi. La camorra torna a bagnare di sangue le strade di Napoli e provincia

by Regina Claudia Chiodi
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Come nelle scene di serie famose come Gomorra, lo scorso weekend ha reso Napoli e provincia il set prescelto della camorra con ben sei omicidi, pochi giorni per vedere i buoni auspici del 2017 ribaltati.

La scia di sangue, da Salvatore Caputo ai Nappello

Il 25 maggio è stato ritrovato il corpo crivellato da colpi di arma da fuoco nella sua auto, ad Afragola, il 72enne imprenditore edile Salvatore Caputo. Poche ore più tardi, sempre il 25 maggio, duplice omicidio a Giugliano, a circa 100 metri dal municipio dello stesso Comune: in una tabaccheria hanno trovato la morte Vincenzo Staterini, 50 anni e suo figlio Emanuele, 29 anni. Pare fossero legati al clan della Sanità dei Vastarella, sebbene vivessero a Giugliano da anni ormai. All’alba del 27 maggio un uomo con volto coperto è entrato nel pub “La Zingara”, alla Riviera di Chiaia, e ha sparato contro il 29enne, già noto alle forze dell’ordine, Carmine Picale, di San Giorgio a Cremano, che è morto dopo poco all’ospedale Loreto Mare. Ancora il 27 maggio a Miano, vicino all’ufficio postale e sotto gli occhi di mamme e bambini che si trovavano in un’affolata piscina della zona, sono stati uccisi Carlo Nappello, 45enne, e l’omonimo nipote di 23 anni, freddati da almeno 20 colpi di una pistola semiautomatica, entrambi già noti alle forze dell’ordine e legati al clan Lo Russo.

duplice omicidio Nappiello miano

Le crude immagini del duplice omicidio Miano costato la vita a Nappello zio e nipote (frame tratto dal video diffuso da Videoinformazioni)

Camorra, la nuova escalation e l’attuale situazione

Giusto lo scorso marzo, la Procura della Repubblica dichiarava con soddisfazione, mezzo stampa, i motivi che avevano portato ad un drastico calo degli omicidi nel capoluogo campano e dei paesi limitrofi.

Sembrava che le terribili sentenze commutate senza differenza di età ai vari killer arrestati, avessero funzionato da deterrente (due soli omicidi in tre mesi); inoltre, il cambiamento di affari e la cura degli interessi economici sembrava avessero portato a nuovi e per lo più sconosciuti accordi e alleanze tra i clan, garantendo una relativa calma; senza considerare la speranza che i killer di nuova generazione potessero tentare di addolcire le loro pene diventando collaboratori di giustizia fornendo nomi importanti della nuova criminalità organizzata.

Intanto, Il Mattino, nel suo articolo ricorda che l’intensità della violenza di questi giorni non si vedeva dai tempi di Cutolo, ma i paragoni sono quantomeno azzardati: i nuovi clan sono costituiti da giovani dal grilletto facile spesso sotto effetto di alcool e sostanze stupefacenti, ma gli accordi commerciali legati agli interessi economici della malavita sembrava stessero portando ad un’ evoluzione della camorra 2.0 verso una camorra di vecchio stampo.

Eppure lo scorso weekend può realisticamente farci sospettare che gli accordi della pax camorristica siano già venuti meno? Ci ritroveremo lo stesso numero nefando del 2016 che si è chiuso con un bilancio di ben 23 morti per camorra?

Le perplessità e i dubbi sono d’obbligo, soprattutto ora che sono ancora in corso le diverse indagini. Esiste, comunque, la concreta volontà di arginare questa nuova ondata di violenza prima che prenda piede: infatti è stato già calendarizzato per mercoledì prossimo un incontro tra Prefetto e Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Non solo, ma tre presunti uomini legati (forse esecutori) dell’omicidio Nappello sono stati arrestati qualche ora fa.

(i video sono tutti utilizzato con l’autorizzazione di Videoinformazioni)

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